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Mutui a tasso variabile
I mutui a tasso variabile sono i mutui più diffusi in Italia. Nei mutui a tasso variabile il tasso pagato dal Cliente (e quindi la rata pagata, dato che ogni rata ha una quota di capitale e una quota di interessi) varia seguendo l'andamento del tasso di mercato Euribor.
Questo tipo di mutuo consente di beneficiare di un tasso iniziale minore di quelli dei mutui a tasso fisso: il tasso è minore perchè è il cliente a sobbarcarsi il rischio di variazione (rialzo) dei tassi, cosa che nei mutui a tasso fisso non avviene. Quindi il cliente beneficia di condizioni migliori, sapendo che tali condizioni non sono fisse per tutta la durata e che potrebbero variare (in meglio o in peggio) anche in misura sensibile. Per questo motivo, per i debitori i mutui a tasso variabile sono più rischiosi di quelli a tasso fisso, poichè gli oneri pagati non sono pre determinabili e possono cambiare di molto. Il rischio di variazione degli oneri pagati (che dipende dal tasso di interesse) aumenta al crescere della durata complessiva del mutuo. Quindi, ad esempio, i mutui a tasso variabile a 15 anni sono molto meno rischiosi per il debitore dei mutui a tasso variabile di durata di 30 anni.


Mutui a tasso variabile: calcolo del tasso applicato
Nei mutui a tasso variabile il tasso applicato viene rivisto periodicamente (ad esempio ogni mese) in base alle variazioni del tasso di mercato preso come base di calcolo, il tasso Euribor. Dal punto di vista tecnico, il debitore paga un tasso finito che si calcola con la formula:

tasso finito = Tasso Euribor + spread

Il contratto di mutuo a tasso variabile quindi fissa uno spread (che rappresenta il guadagno della banca su quel mutuo e che non varia per tutta la durata del mutuo) e tale spread viene aggiunto al tasso Euribor. Se, ad esempio, lo spread del nostro mutuo a tasso variabile è l'1,25% e l'Euribor varia nel tempo (si riportano qui sotto dati molto simili a quelli realmente registrati), avremo:
- luglio 2005: 2,20% + 1,25% = 3,45% di tasso applicato
- dicembre 2006: 3,50% + 1,25% = 4,75% di tasso applicato
- febbraio 2007: 3,75% + 1,25% = 5,00% di tasso applicato
- giugno 2007: 4,20% + 1,25% = 5,45% di tasso applicato

Quando il tasso Euribor sale, sale di pari misura il tasso applicato al mutuo. Quindi maturano maggiori interessi passivi, quindi l'importo delle rate periodiche sale (ogni rata ha una quota capitale, prefissata, e una quota interessi, il cui ammontare dipende dal tasso finito applicato al debito residuo rimasto del mutuo a tasso variabile: la variazione dei tassi di mercato fa variare la quota interessi e quindi la somma totale della rata da pagare).
Proviamo a valutare l'impatto dell'aumento di cui sopra su un mutuo da 200.000 euro stipulato a novembre 2006. Poichè il mutuo è appena iniziato il debito residuo (capitale che il debitore deve restituire alla banca) è praticamente pari all'importo del mutuo, cioè 200.000 euro. A causa del rialzo tassi dello 0,25% (ad esempio da 4,75% a 5% di tasso finito) su questo debito residuo matura una maggiore quantità di interessi, pari (in un anno) a 200.000 x 0,25% = 500 euro. Il rialzi di tassi quindi genera maggiori interessi passivi per 500 euro in un anno, quindi 500/12 = 40 euro circa al mese. Quindi, a seguito del rialzo tassi di 0,25% la rata del mutuo sale di 40 euro al mese.
Lo stesso rialzo tassi provoca effetti maggiori quando il debito residuo è più elevato, cioè a inizio del piano di ammortamento del mutuo.
Un altro esempio: un rialzo dell'Euribor (magari in più riprese in un breve periodo) dell'1% comporta un rialzo dell'1% del tasso finito. Su un mutuo con un debito residuo di 200.000 euro significa un maggior onere per interessi di 2.000 euro in un anno, quindi di circa 2.000/12 = 167 euro al mese.
Il meccanismo di funzionamento dei mutui a tasso variabile deve essere chiaro prima di stipulare il mutuo: è infatti estremamente importante che il debitore abbia le idee chiare su quali possono essere le conseguenze della variazione dei tassi di mercato presi come parametro, per evitare situazioni difficili in futuro.


Scelta del mutuo a tasso variabile più conveniente
Il tasso Euribor è un tasso di mercato, quindi è uguale in tutte le banche dell'area euro. La differenza tra una banca e un'altra nell'offerta di mutui a tasso variabili quindi dipende dalle voci di costo imputabili alla banca, e quindi allo spread applicato, alle spese di istruttoria e al costo delle assicurazioni obbligatorie. La voce che pesa di più sulla convenienza di un mutuo è di sicuro lo spread applicato. Se quindi dobbiamo scegliere tra due ipotesi di mutuo di due banche diverse, bisogna scegliere quella con lo spread più basso. Se la Banca A ci offre un mutuo a tasso variabile con tasso Euribor 6 mesi + 1,50% e la Banca B un mutuo tasso variabile con tasso Euribor 6 mesi + 1%, l'offerta della banca B è più conveniente (infatti applica uno spread più basso di mezzo punto percentuale).
Per facilitare il confronto tra mutui delle diverse banche, la normativa obbliga la banca a indicare sul preventivo il Taeg o Isc del mutuo. L'ISC (Indicatore Sintetico di Costo), come il taeg, misura la reale onerosità del mutuo includendo nel calcolo tutte le voci di costo. Quindi il mutuo con il taeg o ISC più basso (a parità di durata, tipo di mutuo e importo richiesto) è quello più conveniente, cioè quello che fa maturare meno oneri passivi a carico del debitore.

Richiesta di mutuo
Se avete individuato la banca più conveniente, si passa alla fase di richiesta del mutuo. Bisogna compilare un modulo di richiesta mutuo (con i vostri dati anagrafici e reddituali e i dati dell'immobile) e presentare in banca la documentazione per permettere la valutazione della pratica (documenti di reddito, documenti legali come atto di nascita e di residenza, documenti relativi all'oggetto di mutuo, copia del compromesso di acquisto se già stipulato). Una volta che la banca è in possesso di questi dati, procede alla valutazione della vostra richiesta di mutuo.

Ammissibilità del mutuo
E' la fase più delicata del mutuo. In questa fase la banca valuta se concedervi o meno il mutuo a tasso variabile, quindi decide se fare o meno il mutuo. La valutazione, grazie alle tecniche automatizzare di scoring, è piuttosto rapida. Se si tratta di una pratica standard, dal momento dell'effettivo inserimento dei dati nel computer, per avere l'esito possono bastare anche pochi minuti. L'esito può essere di un mutuo ammissibile oppure la richiesta di mutuo può essere rifiutata.
Per la valutazione la banca (o meglio il sistema automatizzato di valutazione) considera:
- redditi dei richiedenti: quanto guadagnano, che tipo di lavoro svolgono (autonomo/dipendente), chi è il datore di lavoro, da quanti anni si lavora con quel datore di lavoro, che tipo di contratto si ha e da quanti anni si lavora in totale
- rapporto tra rata del mutuo e reddito netto: di solito la rata mensilizzata del mutuo non deve superare il 40% del reddito netto
- esistenza di altri finanziamenti e loro peso mensile: finanziamenti già in essere riducono il reddito disponibile per il pagamento della rata di mutuo, quindi rendono l'ammissibilità più difficile.
- corretto pagamento di altri finanziamenti: se in passato non avete pagato oppure avete pagato in ritardo rate i prestiti è più difficile ottenere un mutuo, poichè siete considerati cattivi pagatori, cioè debitori che tendono a non rispettare gli impegni presi
- valore dell'immobile rispetto al mutuo richiesto: alcune banche finanziano fino all'80%, altre fino al 100% del valore di perizia. Il fatto che chiediate un importo percentuale ridotto del valore dell'immobile (cioè se voi investite di tasca vostra un importo rilevante) aumenta le possibilità di ammissibilità del mutuo
- regolarità urbanistica dell'immobile (con condoni regolarizzati o senza condoni). Immobili non in regola dal punto di vista urbanistico oppure con un cambio di destinazione in sospeso di norma non possono esser oggetto di mutuo.
- provenienza dell'immobile: la provenienza a titolo di donazione, effettuata da meno di 20 anni, in alcuni casi impedisce la fattibilità del mutuo. La donazione infatti può essere impugnata entro 20 anni da terzi aventi diritto, e quindi il titolo di proprietà perderebbe validità.

Erogazione del mutuo
Una volta che il mutuo è accettato dalla banca, si provvedere alla redazione del contratto e a fissare l'appuntamento per la stipula con il notaio (di solito presso i locali della banca). In ogni caso, il mutuo non viene erogato la mattina della stipula ma alcuni giorni dopo. Infatti dopo la stipula del mutuo in banca, il notaio deve trascrivere l'ipoteca presso la Conservatoria e la banca aspetta che l'ipoteca si consolidi (cioè che sia opponibile ai terzi) prima di erogare il mutuo. L'ipoteca si consolida dopo 8 giorni lavorativi, e quindi la banca renderà disponibili i soldi solo dopo che questo periodo sia trascorso.
Se però avete bisogno del denaro il giorno della stipula (ad esempio per fare un assegno circolare per il venditore dell'immobile) è possibile concordare con la banca un pre finanziamento di alcuni giorni: con il pre finanziamento, la banca vi anticipa il denaro, denaro di ci rientrerà al momento dell'erogazione del mutuo. Di norma per il pre finanziamento, si usa la forma del fido di conto corrente transitorio, con condizioni economiche simili a quelle del mutuo.


Mutui a tasso variabile
Funzionamento
Tasso d'ingresso
Tasso a regime
TAEG o ISC
Euribor
Lo spread del mutuo
Spese di istruttoria pratica
Spese di perizia
Assicurazione obbligatoria
Assicurazione facoltativa
Scelta del mutuo T.V.
Valutazione da parte della banca
Pre finanziamento del mutuo
Estinzione anticipata

Mutui T.V. di diversa durata
Mutuo tasso variabile 10 anni
Mutuo tasso variabile 15 anni
Mutuo tasso variabile 20 anni
Mutuo tasso variabile 25 anni
Mutuo tasso variabile 30 anni
Mutuo tasso variabile 35 anni
Mutuo tasso variabile 40 anni

Mutui ibridi
Mutuo a durata variabile
Tasso tasso variabile con cap
Mutuo a tasso misto

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